Olio degli Aurunci: oro di casa nostra

Pubblicato il 16 marzo 2026 alle ore 18:12

Sona stata recentemente invitata come biologa nutrizionista ad un corso al  di apprendimento delle tecniche di potatura, gestione degli uliveti, scelta del frantoio e conservazione del prodotto nel frantoio  “La papessa” a Santi Cosma e Damiano (LT). Frantoio di ultima generazione nei Monti Aurunci, un territorio che rappresenta una delle eccellenze meno raccontate ma più autentiche della produzione olearia italiana. È stata un’occasione preziosa per parlare di valore nutrizionale e impatto sulla salute.

Quando parliamo di olio extravergine di oliva, non parliamo semplicemente di un condimento: parliamo di un alimento funzionale, con effetti documentati sulla prevenzione di numerose patologie croniche.

Il valore nutrizionale dell’olio extravergine

Dal punto di vista biochimico, l’olio extravergine di oliva è composto principalmente da:

  • Acidi grassi monoinsaturi, in particolare acido oleico (circa 70–75%)

  • Polifenoli

  • Vitamina E (tocoferoli)

  • Fitosteroli e altri composti antiossidanti minori

Questa composizione lo rende un alimento cardine della dieta mediterranea, associata a ridotto rischio cardiovascolare, migliore controllo metabolico e maggiore longevità.

L’importanza dei polifenoli: la differenza la fa il frantoio

Durante il mio intervento ho sottolineato un aspetto spesso sottovalutato: la qualità nutrizionale dell’olio dipende in modo determinante dal processo di estrazione.

Un frantoio di nuova generazione, se progettato con criteri moderni, permette di:

  • Ridurre l’esposizione all’ossigeno

  • Controllare le temperature di lavorazione

  • Minimizzare i tempi tra raccolta e molitura

Tutto questo preserva i polifenoli, che sono molecole termolabili e sensibili all’ossidazione.

Un olio ricco di polifenoli si riconosce spesso dal gusto leggermente amaro e piccante: queste sensazioni non sono difetti, ma indicatori di potere antiossidante.

Effetti metabolici: non tutte le calorie sono uguali

L’olio extravergine apporta circa 9 kcal per grammo, ma fermarsi al dato calorico è un errore.

Numerosi studi mostrano che:

  • Migliora la sensibilità insulinica

  • Riduce lo stato infiammatorio sistemico

  • Favorisce un miglior controllo del peso se inserito in un contesto alimentare equilibrato

Sostituire grassi saturi o raffinati con olio extravergine di qualità non significa “aggiungere calorie”, ma migliorare la qualità metabolica della dieta.

Come utilizzarlo per massimizzarne i benefici

Dal punto di vista pratico, consiglio sempre di:

  • Usarlo prevalentemente a crudo

  • Conservarlo in bottiglie scure, lontano da luce e calore

  • Consumare olio dell’annata

  • Preferire oli con profilo organolettico deciso (indice di maggiore contenuto fenolico)

Un filo di olio extravergine di qualità su legumi, verdure o cereali integrali non è un dettaglio gastronomico: è una strategia di prevenzione.

Conclusione

Intervenire all’inaugurazione di un nuovo frantoio nei Monti Aurunci ha rappresentato per me un momento importante: è la dimostrazione che innovazione tecnologica e tradizione agricola possono incontrarsi per valorizzare non solo il gusto, ma la salute delle persone.

L’olio extravergine di oliva, quando è realmente di qualità, è uno dei pochi alimenti che può essere considerato a pieno titolo un presidio nutrizionale quotidiano.

Sceglierlo consapevolmente significa investire nella propria salute, ogni giorno, a partire dalla tavola.

Foto con Domenico Tibaldi, associazione Castelforte produce

e il sindaco di San Cosma e Damiano, Franco Taddeo.

Foto con  Bruno Falso, proprietario dell’azienda agricola e del frantoio “La Papessa” di San Cosma e Damiano (LT).

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